..dietro l'esistente che cade da un presente all'altro,senza passato,senza avvenire,dietro questi suoni che di giorno in giorno si decompongono,si squamano e scivolano verso la morte,la melodia resta la stessa,giovane e ferma,come un testimone spietato.(J-p.S)
Guardo un ragno attraversare affannato la mia scrivania,anche lui verso il suo destino.
Ma quale?
Anche se piccolo,può avere un destino piccolo,proporzionato a lui.Lo seguo commosso,finchè arriva dall'altra parte e scende mediante un filo della sua ragnatela;con quanta speranza continuo a osservare,mentre scompare alla mia vista,quel piccolo essere che vive senza porsi tante domande,senza tutte le questioni che facciamo noi,per poi provare cosa?
mi sento un triste testimone dell'inevitabile trasmutazione delle cose che si rivestono di un' eternità estranea agli uomini che la utilizzarono.Quando sopravvivono agli uomini,tornano alla loro inutile condizione di oggetti e tutta la magia,tutto il candore aleggiano come un'incerta fantasmagoria sulla gravità di ciò che anno vissuto.resti di un illusione,semplici frammenti di un sogno sognato.
Il Tango.
In cerca di parole.........Invano..........
Solo nubi sulla mia luna ed anche a guardare il cielo poche stelle.........
L'istinto atavico.........La ragione...........
Combatto ancora tra esseri in conflitto.
ed addosso l'odore della passione,
che non trova ragione.
Dijame saber el misterio que encierran tus ojos,
dijame ver a travis de tu mirada,
que mis pasos sean los esclavos de tus besos,
que mis palabras, caricias en la cara,
que los sueqos no sean solo sueqos,
y este sentimiento, la realidad que nos abarca.
On air(Glenn Gould)
Dove saranno? chiede l'elegiaDove sarà (ripeto) la mala
che fondò, in sentieri polverosi
di terriccio o in villaggi sperduti
la setta del coltello e del coraggio?
Dove saranno quelli che passarono,
legando all'epopea un episodio,
una favola al tempo, e senza odio,
lucro, nè passione d'amore s'accoltellarono?
Li cerco nella loro leggenda, nell'ultima
brace che, come una vaga rosa,
trattiene qualcosa della ciurma valorosa
dei Corrales e dei Balvanera.
Quali vicoli oscuri o quale deserto
dell'altro mondo abiterà la dura
ombra di colui che era un'ombra oscura,
Murana, il pugnale di Palermo?
E quale fatale Iberra (ne abbiano pietà
i santi) che uccise su un ponte della via
suo fratello lo Snasato, che deteneva
più morti di lui, e così pareggiarono?
Una mitologia di pugnali
lentamente si annulla nell'oblio;
una canzone di gesta si è perduta
in sordide cronache poliziesche.
C'è un'altra brace, un'altra rovente rosa
nella cenere che li conserva interi;
ecco i fieri uomini del coltello
e il peso della lama silenziosa.
Anche se la lama ostile o quell'altra lama,
il tempo, li ha fatti perdere nel fango,
oggi, al di là del tempo e della nefasta
morte, quei morti vivono nel tango.
Si trovano nella musica, nelle corde
della testarda chitarra faticosa,
che trama nella mitologia venturosa
la festa e l'innocenza del coraggio.
Gira nel vuoto la gialla ruota
di cavalli e leoni, e sento l'eco
di quei tanghi di Arolas e di Greco
che io vidi ballare sui marciapiedi,
in un momento che oggi emerge isolato,
senza prima nè poi, contro l'oblio,
e che ha il sapore di ciò che è perduto
di ciò che si è perduto e si è recuperato.
Negli accordi ci sono antiche cose:
l'altro cortile e un barlume di pergola,
(Dietro le pareti sospettose
il Sud conserva una chitarra e una lama).
Quella raffica, il tango, quella diavoleria,
gli anni indaffarati sfida;
fatto di polvere e tempo, l'uomo dura
meno di quella leggera melodia
che è solo tempo. Il tango crea un torbido
passato irreale che in qualche modo è vero
un ricordo impossibile di essere morto
rissando, in un bivio di periferia.
J.L.Borges
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Entra....
Siediti sulla poltrona rossa,il camino è acceso
premi play.
Ascolterai queste note che raccontano di me.
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Quante volte seduto su questo divano,fisavo il muro pensando alla sera del ballo quando ti ho conosciuta,
da allora ne è passato di tempo,adesso sei seduta accanto a me,mentre mangiamo i mandarini che ti piacciono tanto,
nel camino le braci ardono lentamente,il loro brusio lento riempe i nostri silenzi come una musica dolce e lenta,
si i nostri silenzi fatti di sguardi,nel tentativo di scavarci dentro.
Il muro che c'era tra noi si sgretola lentamente al suono delle tue parole che cadono dolci e soffici come la prima neve sul fuji,
ed io mi sento un principe felice,sento che non sarò piu' l'uomo che guardava passare i treni,con la morte nell'anima e la nausea che mi assaliva nel vedere tutte quelle vite passare,mentre la mia rimaneva ferma in quella stazione,
il mio treno è arrivato,
finalmente.
Ma prima della fine,ti dissi, vieni con me sull'isola del tesoro.
E partimmo.
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder