..dietro l'esistente che cade da un presente all'altro,senza passato,senza avvenire,dietro questi suoni che di giorno in giorno si decompongono,si squamano e scivolano verso la morte,la melodia resta la stessa,giovane e ferma,come un testimone spietato.(J-p.S)
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Siediti sulla poltrona rossa,il camino è acceso
premi play.
Ascolterai queste note che raccontano di me.
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Quante volte seduto su questo divano,fisavo il muro pensando alla sera del ballo quando ti ho conosciuta,
da allora ne è passato di tempo,adesso sei seduta accanto a me,mentre mangiamo i mandarini che ti piacciono tanto,
nel camino le braci ardono lentamente,il loro brusio lento riempe i nostri silenzi come una musica dolce e lenta,
si i nostri silenzi fatti di sguardi,nel tentativo di scavarci dentro.
Il muro che c'era tra noi si sgretola lentamente al suono delle tue parole che cadono dolci e soffici come la prima neve sul fuji,
ed io mi sento un principe felice,sento che non sarò piu' l'uomo che guardava passare i treni,con la morte nell'anima e la nausea che mi assaliva nel vedere tutte quelle vite passare,mentre la mia rimaneva ferma in quella stazione,
il mio treno è arrivato,
finalmente.
Ma prima della fine,ti dissi, vieni con me sull'isola del tesoro.
E partimmo.
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