Statistiche web e contatore accessi melodia

melodia

..dietro l'esistente che cade da un presente all'altro,senza passato,senza avvenire,dietro questi suoni che di giorno in giorno si decompongono,si squamano e scivolano verso la morte,la melodia resta la stessa,giovane e ferma,come un testimone spietato.(J-p.S)

CHI SONO

Utente: apocrifo
C'è gente che vede la realtà e si domanda,perchè? Io sogno l'impossibile e dico,perchè no!

Commenti recenti

fuoridaidenti in Quando si dice...

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 06 marzo 2006

Mi vida es un Tango

taDove saranno? chiede l'elegia
di quelli che non sono più, come se esistesse
una regione in cui l'Ieri potesse
essere l'Oggi, l'Ancora, il Tuttavia.

Dove sarà (ripeto) la mala
che fondò, in sentieri polverosi
di terriccio o in villaggi sperduti
la setta del coltello e del coraggio?

Dove saranno quelli che passarono,
legando all'epopea un episodio,
una favola al tempo, e senza odio,
lucro, nè passione d'amore s'accoltellarono?

Li cerco nella loro leggenda, nell'ultima
brace che, come una vaga rosa,
trattiene qualcosa della ciurma valorosa
dei Corrales e dei Balvanera.

Quali vicoli oscuri o quale deserto
dell'altro mondo abiterà la dura
ombra di colui che era un'ombra oscura,
Murana, il pugnale di Palermo?

E quale fatale Iberra (ne abbiano pietà
i santi) che uccise su un ponte della via
suo fratello lo Snasato, che deteneva
più morti di lui, e così pareggiarono?

Una mitologia di pugnali
lentamente si annulla nell'oblio;
una canzone di gesta si è perduta
in sordide cronache poliziesche.

C'è un'altra brace, un'altra rovente rosa
nella cenere che li conserva interi;
ecco i fieri uomini del coltello
e il peso della lama silenziosa.

Anche se la lama ostile o quell'altra lama,
il tempo, li ha fatti perdere nel fango,
oggi, al di là del tempo e della nefasta
morte, quei morti vivono nel tango.

Si trovano nella musica, nelle corde
della testarda chitarra faticosa,
che trama nella mitologia venturosa
la festa e l'innocenza del coraggio.

Gira nel vuoto la gialla ruota
di cavalli e leoni, e sento l'eco
di quei tanghi di Arolas e di Greco
che io vidi ballare sui marciapiedi,

in un momento che oggi emerge isolato,
senza prima nè poi, contro l'oblio,
e che ha il sapore di ciò che è perduto
di ciò che si è perduto e si è recuperato.

Negli accordi ci sono antiche cose:
l'altro cortile e un barlume di pergola,
(Dietro le pareti sospettose
il Sud conserva una chitarra e una lama).

Quella raffica, il tango, quella diavoleria,
gli anni indaffarati sfida;
fatto di polvere e tempo, l'uomo dura
meno di quella leggera melodia

che è solo tempo. Il tango crea un torbido
passato irreale che in qualche modo è vero
un ricordo impossibile di essere morto
rissando, in un bivio di periferia. 

J.L.Borges

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


postato da: apocrifo alle ore 23:34 | link | commenti (9)
categorie: